Sala Stampa: Angelico Biella-Otto Caserta

Inserito da Pallacanestro Biella il 2 maggio 2012 in News

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Un MASSIMO CANCELLIERI molto sereno si presenta in sala stampa, dopo la vittoria della sua Angelico contro Caserta per 88-84:
«Il mio commento alla gara è molto semplice. Volevamo vincere per tanti motivi, per dare un significato al finale di stagione davanti al nostro pubblico, ce l’abbiamo messa tutta, sia noi che loro, due squadre già salve che hanno dato tutto quello che avevano. Faccio i complimenti a Caserta che è venuta qui a giocare una partita vera, ma anche ai miei che in tre giorni hanno saputo resettare il cervello e produrre una parita del genere. Al di là dei punti fatti, faccio l’esempio di Lombardi che per tanti minuti ha marcato Collins pur con le caratteristiche particolari di questo giocatore».
«Siamo contenti, già dopo Casale avevo fatto un bilancio dellla stagione, questa sera sono felice di aver chiuso con una vittoria, con la gente a tifare come se fosse una partita dentro-fuori, è una cosa che ti fa capire perchè ti viene voglia di lavorare a Biella. Ci sono altri campi caldi in Italia, ma il sostegno che il nostro pubblico ci sa dare è davvero difficile da trovare altrove, stasera abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione».
Quanto è importante il termine “coerenza” per descrivere la vostra stagione? Siete stati gli unici, assieme a Pesaro, a non tornare mai sul mercato e stasera chiudete facndo giocare Laganà per 17 minuti…
«La risposta è nella tua domanda… avevamo già sottolineato che è stata difficile, queste sono situazioni che si possono portare avanti solo se tutto il movimento ne è cosciente. Una società che non va nel panico, giocatori consapevoli che si andrà avanti in quel modo, partite con Siena a parte siamo stati sempre competitivi, riprendendo le tue parole certamente essere stati coerenti è risultato fondamentale».

A coach Cancellieri fa seguito ALBERTO SAVIO che interviene per sottolineare un particolare importante: «Va detto che non tutti gli allenatori avrebbero accettato il rischio di una squadra fatta in questo modo, sopratutto quando è apparso chiaro che un giocatore sul quale avevamo puntato moltissimo convinti che potevamo farne un giocatore da quintetto non lo avremmo in realtà avuto. Massimo ha sempre dato il 101 per cento, e non si è mai nascosto dietro la panchina corta. Tanti al suo posto l’avrebbero fatto».

Coach PINO SACRIPANTI commenta invece la gara con la serietà di chi sa di aver lottato senza risparmio, ed anche con una punta di amarezza:
«E’ stata una buona partita fra due squadre che ci hanno messo l’anima, lottando con ardore sino all’ultimo secondo. Secondo me, raccogliamo meno di quanto abbiamo prodotto, abbiamo fatto una buona gara, smistato bei palloni, ci condanna quel 4/20 da tre, abbiamo saputo costruire buoni tiri ma poi non li abbiamo messi».
«Di solito non parlo degli arbitri, però stasera devo dire che il quinto fallo di Andre Smith mi è sembrato ingiusto, dopo tutti i falli che aveva subito. Però Biella ha vinto giocando con tutte le sue forze come noi e devo fare i complimenti a loro ed al pubblico, anche in una partita così ha confermato che questa è una grande piazza, nella quale fa sempre piacere venire a giocare, anche se il tifo ti è contrario».
Avete avuto diverse volte l’inerzia della gara a vostro favore. Perchè non siete riusciti a sfruttarla?
«Abbiamo sbagliato buoni tiri. Va anche dato atto a Biella di aver saputo segnare quei canestri importanti alla fine del secondo quarto, ma noi non abbiamo mai fatto scelte scellerate, ma la pallacanestro è così se tiri con vantaggio ma non la metti diventa molto difficile».
La sfida fra Smith e Coleman può essere stata sentita anche dal resto della squadra?
«Io non l’ho vissuta per niente. Sono giocatori che per quello che hanno prodotto considero molto ma moloi buoni, Coleman ha una capacità rara di attaccare il canestro anche quando lo stai aspettando, Smith ci ha dato moltissimo quest’anno in termini di punti e rimbalzi. Peccato abbia dovuto lasciare nel finale. Devo ripetermi: non sembrava una partita inutile, c’è stato ardore, grande agonismo anche quando in campo c’erano i giovani da una parte e dall’altra. Una bella serata di sport».

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