Lo straordinario incontro tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz è stato tra i più belli mai disputati al Roland Garros, ma c’è dell’altro
Gli amanti del tennis, al netto del tifo naturalmente, non possono che dichiarasi soddisfatti per lo spettacolo visto al Philippe-Chatrier nella finalissima del Roland Garros tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, un incontro destinato a rimanere nella storia non solo di questa rivalità, ma del tennis in generale.
Quasi 5 ore e mezza di spettacolo con l’altoatesino avanti di due set e con tre Championship point consecutivi in risposta, ma che alla fine si è dovuto arrendere al ciclone spagnolo, devastante su terra rossa e capace prima di annullare i match point e poi di rimontare la partita con vittoria al super tiebreak.
Purtroppo però c’è anche stato spazio alle polemiche nonostante questa sia considerata da tutti, sia amanti del tennis che semplici appassionati, una delle rivalità più educate del circuito, di quelle che non si vedevano da anni. Ma cos’è successo allora?
Carlos Alcaraz, come raccontato nel suo documentario, è un ragazzo che sicuramente ama il tennis, ma anche divertirsi: gite ad Ibiza prima di Wimbledon, grandi feste, cene con gli amici, partite di calcio allo stadio o di Formula 1 direttamente dai vari paddock.
Insomma, un semplice ragazzo che vuol godersi la vita. Infatti come prevedibile si è dato alla pazza gioia durante i festeggiamenti post Roland Garros, anche se più di qualcuno lo ha accusato di aver preso in giro Sinner nel momento in cui ha cantato alcune canzoni storiche della musica italiana (ad esempio Volare).
Un gesto innocuo all’apparenza, ma dove qualcuno ha viso del marcio. Ma non è stato l’unico argomento di dibattito. Gael Monfils, per esempio, è stato insultato con epiteti razzisti da un gruppo di persone sui social che avevano scommesso su di lui nel match contro Michelsen a Stoccarda.
Il francese con la sua solita simpatia e ironia ha preso in giro a sua volta gli scommettitori dicendo di fare qualcosa di produttivo come leggere, oltre ad averli definiti “stupidi” per aver scommesso in suo favore, considerando le condizioni, la superficie e l’avversario.
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