Si ritira uno degli sportivi più amati e apprezzati della penisola, per anni bandiera d’Italia all’estero: termina la carriera con una vittoria inaspettata
I tifosi e gli appassionati di sport italiano devono salutare una vecchia volpe, una leggenda del suo campo, che presto comincerà nuove avventure. Magari non troppo lontano dalla palla a spicchi. Ed è riuscito a scrivere anche una pagina importante della storia dello sport americano.
Stiamo parlando del ritiro di Marco Belinelli, unico italiano ad aver vinto un titolo NBA e persino la gara da tre punti degli All-Star Game. Un All-Star game è per sempre. E quel campione di San Giovanni a Persiceto ha concluso la sua carriera sportiva come meglio non poteva: la vittoria del campionato italiano con la sua Virtus. Vent’anni fa vinse il suo primo Scudetto, con Fortitudo Bologna.
La guardia emiliana ha conquistato il cuore di tutti gli italiani quando nell’estate del 2014 vinse l’anello NBA con gli Spurs. Da diversi anni bazzicava nella Lega Americana, trovando più o meno fortuna. Ma con i San Antonio di Popovich, unico coach a portare il basket europeo in America, riuscì a lasciare il segno, con una buona dose di minuti importanti anche nelle Finals.
Quel pianto davanti alle telecamere di Sky Sport, al termine dell’ultima gara valida per alzare il titolo di campioni NBA divenne spot sportivo italiano nel mondo. Marco ce l’aveva fatta. Il riscatto dell’italiano in mezzo ai giganti americani. Belinelli ha speso una vita ad inseguire il sogno di vincere con la maglia azzurra. E ci sono state estati in cui la squadra era davvero molto forte, quasi da far invidia al resto delle nazionali europee. Sarà forse l’unico vero cruccio della sua carriera non aver vinto nulla con l’ItalBasket.
Attraverso un post sui social Belinelli chiude la sua carriera, lì dove tutto ebbe inizio: alla Virtus Bologna. Con le vu nere ha conquistato due Scudetti negli ultimi quattro anni, senza riuscire però a fare un bel percorso in Eurolega. In oltre vent’anni di carriera è riuscito a guadagnarsi il rispetto di tutti, amici, nemici, allenatori, tifosi avversari. La sua disciplina, il suo amore per la pallacanestro sono encomiabili. E soprattutto nel corso del tempo è migliorato costantemente, cambiando anche stile di gioco e adattandosi all’età e alle esigenze di squadra. Nella fase finale della carriera gestiva il suo corpo, mantenendo sempre la sua caratteristica primaria che l’ha reso famoso ovunque: l’uscita dai blocchi e il tiro dall’arco, sbilenco, ma così efficace.
“La pallacanestro mi ha dato tutto e io ho dato tutto a lei. Non è facile dirsi addio – ha scritto in una lettera social Marco – Ma è il momento. Ai più giovani lascio il sogno. Fate in modo che valga la pena”
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