Già detentore di diversi primati in àmbito nazionale, Jannik Sinner guarda con fiducia alla possibilità di fregiarsi anche dell’oro olimpico
Primatista italiano – e sì che l’altoatesino avrebbe ed ha almeno altri 10 anni di carriera davanti – come numero di titoli ATP vinti (13), come posizione più alta raggiunta nel ranking (secondo posto, ma il primo non è un miraggio), come guadagni (oltre 21 milioni di dollari) e infine (per comodità citiamo solo i record più importanti) come numero di vittorie consecutive nel circuito ATP (16).
Tutto questo è Jannik Sinner da San Candido, il nuovo fenomeno del tennis azzurro e mondiale. Capace di attirare a sé le attenzioni dell’appassionato pubblico italiano, il 22enne della Val Pusteria ha fallito di un nonnulla l’accesso ad un’altra finale e, chissà, magari ad un altro trionfo. Che sarebbe stato il quarto di un 2024 comunque già da consegnare ai posteri.
La road map verso il primo posto del ranking mondiale è già iniziata, coi tornei di Madrid, Roma, e soprattutto il Roland Garros che saranno decisivi per capire se veramente Jannik sarà in grado di insidiare Novak Djokovic.
E non dimentichiamoci che poi c’è l’imperdibile appuntamento con le Olimpiadi di Parigi 2024: un’occasione per entrare ancor di più nella leggenda dello sport italiano, magari vincendo una medaglia. Magari del metallo più pregiato.
Protagonista di una lunga intervista rilasciata a Fanpage.it, Paolo Cané, ex gloria del tennis italiano, tennista talentuoso capace, in carriera, di battere gente come Connors, Wilander, Edberg ed altri, ha parlato diffusamente del movimento italiano. Soffermandosi ovviamente sul fenomeno altoatesino, anche in relazione alle sue concrete possibilità di portare a casa un titolo dalla terra rossa di Parigi in versione ‘cinque cerchi’.
Il 59enne bolognese, attualmente commentatore per Eurosport ma in passato capace di conquistare un bronzo olimpico a Los Angeles 1984, ha ricordato la sua impresa.
“Non vengono mai riconosciute perché sono diventate ufficiali dal 1988! Nel 1984 presi la medaglia di bronzo, che mi tengo cara perché Sinner dice che è più importante di uno Slam o del diventare numero uno visto che si gioca ogni 4 anni. Ho fatto la storia in Italia e nessuno lo riconosce. Pensa che sfortuna che ho avuto. Però quelle Olimpiadi hanno ancora più valore perché erano dimostrative, non erano ufficiali“, ha esordito.
“Sono stato unico in tal senso? Sì perché Sinner non potrà battere questo record. Io l’ho vinta a 19 anni. È un primato che dura da 40 anni. E ora andrò a commentare le Olimpiadi per la Rai. Ai miei tempi era fantastico, io ero ragazzino con Panatta capitano, Carl Lewis, il dream team USA, tutti i velocisti, dei record pazzeschi. Feci anche le Olimpiadi del 1988 dove persi ai quarti. Però come esperienza, lo sfilare per l’Italia e altre cose, è eccezionale“, ha concluso un emozionato Cané.
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