Oltre che coi rischi del mestiere, i piloti di F1 si sono trovati a dover fare i conti con un pericoloso e singolare imprevisto. Cosa è successo
Dopo due settimane di pausa, la Formula 1 è tornata protagonista questo weekend all’International Shanghai Circuit, sede del Gran Premio di Cina, quinto appuntamento della stagione 2024. Un appuntamento ricco di motivi di interesse e contrassegnato dall’attesa Sprint Race del sabato, occasione per team e piloti di raccogliere preziosi riscontri in vista della gara della domenica.
Alla vigilia del fine settimana in Cina le principali domande tra appassionati ed addetti ai lavori riguardavano, ovviamente, la lotta per il vertice: Verstappen e la Red Bull riusciranno a confermarsi in testa? O magari Ferrari e Mercedes ribalteranno le gerarchie? Interrogativi molto interessanti, ai quali tutti si aspettavano di avere un parziale risposta già nella prima sessione di Prove Libere. Poi, però, l’attenzione si è spostata decisamente altrove…
Nelle fasi iniziali del weekend asiatico, infatti, non sono stati i piloti e le loro vetture a prendersi la scena. Perché sul circuito di Shanghai si è verificati episodi singolari e pericolosi, sia durante le prime Prove Libere che nella Shootout che definisce la griglia di partenza per la Sprint. Cosa è successo precisamente?
È successo che mentre le monoposto sfrecciavano in pista, l’erba secca presente ai bordi di curva 7 ha improvvisamente preso fuoco creando non pochi rischi per la salute dei piloti. Come abbiamo anticipato, l’episodio si è verificato per la prima volta durante le Prove Libere, causando una momentanea interruzione della sessione. Ma poi si è ripetuto anche nel corso della Shootout, portando i commissari a valutare provvedimenti più incisivi in vista del prosieguo del weekend: gli uomini della Federazione, come normale che sia, vogliono assolutamente evitare che ciò accada anche in gara, dove le conseguenze potrebbero essere di gran lunga più gravi.
Intanto, sul circuito di Shanghai la situazione è tornata alla normalità. Almeno per il momento. Resta tuttavia un po’ di apprensione tra i venti piloti, i quali sembrerebbero – giustamente – poco avvezzi a prendersi altri rischi oltre a quelli altissimi che già corrono di solito.
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