A febbraio non si aggiusta soltanto. Si decide. Tre modi per rendere l’asta di riparazione più viva, più giusta e più imprevedibile.
Finalmente ci siamo. Sta arrivando quel momento dell’anno in cui i fantacalcisti tornano a sfogliare appunti, tabelle e speranze residue, con quella sensazione addosso che basti un colpo per rimettere in piedi tutto.

L’asta di riparazione, nel fantacalcio, è uno snodo vero. Non è un “diamo una sistemata” e via. È il punto in cui si misurano gli errori dell’estate, le intuizioni azzeccate a metà, e anche la capacità di leggere il vento del campionato quando ormai si conoscono pregi e difetti di tutti.
La differenza rispetto all’asta principale è una, ma pesa come un macigno: bisogna svincolare calciatori già presenti in rosa, recuperare crediti e liberare slot. Qui non si parte tutti da zero. Qui si arriva con un bilancio, e quel bilancio può diventare un’arma tattica se la lega sceglie regole che rendono lo svincolo una scelta ragionata, non un gesto automatico.
Ogni lega ha la sua liturgia. C’è chi fa recuperare metà dei crediti spesi all’asta estiva. C’è chi restituisce tutto. C’è chi decide per un solo credito simbolico, oppure per lo zero secco. Il problema non è “quale è giusta”. Il problema è che, soprattutto quando il mercato di gennaio non offre grandi scossoni, l’asta di riparazione rischia di trasformarsi in una cosa piatta, quasi burocratica, senza quel brio cattivo che invece fa impazzire i gruppi WhatsApp.
Qui sotto ci sono tre idee diverse per l’asta di riparazione. Non sono giochi di prestigio. Sono regole semplici, applicabili, e soprattutto capaci di rendere più meritocratico il momento in cui si decide chi ha il diritto di ripartire con un budget vero e chi invece deve pagare le proprie scelte.
Un’asta di riparazione un po’ diversa: tre proposte divertenti
La prima idea è legata al FVMp, il fantavalore ponderato su Fantacalcio.it. Il concetto è semplice: il valore di svincolo non dipende solo da quanto si è speso all’asta, ma anche da quanto quel calciatore ha effettivamente dato fino a quel momento.
In pratica, si evita la scena classica: “l’ho pagato tanto, quindi mi riprendo tanto”, anche se il giocatore ha fatto poco o nulla. Qui conta il rendimento reale, e questo riduce le discussioni perché si ragiona su numeri già condivisi.

Il vantaggio pratico è evidente. Se un calciatore ha reso bene, lo svincolo “pesa” e restituisce valore. Se ha deluso, lo svincolo non diventa un salvagente comodo. È un modo pulito per mettere insieme prezzo e prestazione, e per dare senso a una frase che al fantacalcio si ripete sempre ma spesso resta vuota: “valgono i punti”.
La seconda idea usa le quotazioni, quindi una metrica che quasi tutte le leghe già guardano. Il meccanismo è lineare: si prende la quotazione attuale di Fantacalcio.it (QA) e la si divide per la quotazione iniziale (QI). Il risultato è un coefficiente. Se il calciatore è cresciuto, il coefficiente supera uno e premia. Se è crollato, il coefficiente scende sotto uno e penalizza. A quel punto si moltiplica il coefficiente per i crediti spesi all’asta estiva, e si ottiene il valore di svincolo. Semplicemente QA / QI x prezzo pagato all’asta. Facile, no?
Questa formula ha un pregio: racconta l’evoluzione della stagione senza bisogno di interpretazioni. Chi ha puntato su un profilo che ha reso più del previsto non si sente “fregato” allo svincolo. Chi ha pagato caro un nome che non ha mantenuto le promesse non può rientrare dalla finestra come se nulla fosse. È un sistema che valorizza la lettura del campionato e rende più pesanti certe scelte, come è giusto che sia.
In più, è una regola che si spiega in un minuto. Non serve trasformare l’asta in un laboratorio. Serve solo mettersi d’accordo sui valori di riferimento e su dove recuperarli, così da evitare equivoci e litigi dell’ultima ora. E quando la regola è chiara, le polemiche calano quasi da sole.
L’ultima idea per la riparazione: recupero crediti in base al ruolo
La terza idea è più “politica”, nel senso buono del termine: tocca l’equilibrio della lega. Si differenzia il budget per ruolo. Svincolando un attaccante si recuperano crediti spendibili solo sugli attaccanti. Svincolando un centrocampista si può investire solo sui centrocampisti, e così via. È una soluzione che limita le speculazioni, evita travasi di crediti tra reparti e obbliga a fare scelte coerenti con la rosa. Qui non si può svincolare a caso solo per accumulare cassa e sparigliare l’asta su un altro ruolo.
Questa regola, di solito, piace a chi vuole un fantacalcio più “pulito” e meno legato alla furbizia di turno. Piace anche a chi si è stancato di vedere aste di riparazione in cui uno fa il collezionista di crediti e poi alza i prezzi a tutti senza neppure comprare. Con budget per ruolo, il gioco resta strategico, ma diventa più controllabile e più aderente alla logica: migliorare il reparto che ha fallito, non fare casino a tavolino.
Tre idee, tre strade diverse. Una più legata al rendimento, una più legata al mercato, una più legata alla struttura della lega. La cosa importante è una sola: l’asta di riparazione non è un rattoppo. È uno snodo. E a febbraio, senza bisogno di proclami, si vincono campionati anche così.





