Impegnato nella fase più calda della stagione NBA, LeBron James non dimentica quello che di storico si affaccia alle porte
I puristi, i nostalgici, quelli per i quali ‘quella squadra è la più forte di tutti i tempi, e non potrà mai essere eguagliata da alcuna’ già gridano allo scandalo. Anche se, sotto sotto, non vedono l’ora di stropicciarsi gli occhi. Come tutti, del resto. Le Olimpiadi di Parigi 2024, che prenderanno ufficialmente il via il prossimo 26 luglio, saranno testimoni di un evento unico. Che catalizzerà l’attenzione di tutti gli sportivi del globo.
Al torneo di basket, in rappresentanza degli Stati Uniti, tutti i big della NBA hanno deciso di rispondere presenti. Tutti si sono messi in testa di fare la storia, di riscriverla a loro favore, costituendo una sorta di Dream Team, sulle orme di quello unico ed inimitabile – ed è qui che batte forte il tasto dei ‘Jordaniani’ – che nel 1992 fu di gran lunga l’attrazione principale delle Olimpiadi di Barcellona.
Gli eroi di allora, guidati dalla leggenda dei Chicago Bulls, si chiamavano Laettner, Robinson, Ewing, Bird, Pippen, Jordan, Drexler, Malone, Stockton, Mullin, Barkley e Magic Johnson. Rigorosamente in ordine di numero di maglia, per non fare torto ad alcuno di questi campionissimi.
Quella squadra fu capace di vincere otto partite su otto segnando una media di 117,5 punti a gara e vincendo sempre con uno scarto di almeno 44 punti. Uno spettacolo mai visto prima d’ora.
Oggi, 2024, questa stessa denominazione – famosa quanto meno come i suoi interpreti – può riprendere vita. Può riscrivere la storia, entrando magari nella leggenda.
I nuovi fenomeni del nuovo millennio, quelli chiamati a meritarsi un appellativo di squadra pesante come un macigno, si chiamano Steph Curry, Kevin Durant, Jayson Tatum, Joel Embiid, Devin Booker, Tyrese Haliburton, Anthony Edwards, Jrue Holiday, Bam Adebayo e Anthony Davis.
E ovviamente lui, LeBron James, chiamato ad emulare ancora una volta Michael Jordan. Ovvero colui il cui status di GOAT è stato, per lo meno da alcuni, messo in discussione solo dal nativo di Akron, Ohio.
Avrete notato che manca il dodicesimo uomo, che sarà un giocatore scelto nelle settimane a venire. Probabilmente prima della conclusione dei Playoff, la parte di stagione che tutti hanno aspettato con trepidazione.
E che, nella sua prima fase di Play-In, si è aperta con l’ennesima impresa del Prescelto, che ha guidato i suoi Los Angeles Lakers alla vittoria contro New Orleans, guadagnandosi il diritto di sfidare Denver al primo turno di Playoff. Ne vedremo delle belle. Come del resto, ne siamo sicuri, anche al torneo olimpico di basket…
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