Per la prima volta in quindici anni di carriera, Kyrie Irving non scenderà in campo per un’intera stagione NBA. I Dallas Mavericks hanno ufficializzato che la guardia nove volte All-Star continuerà il percorso di recupero dopo la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, rimandando il rientro al prossimo campionato.
Una decisione pesante per la franchigia texana, che arriva in un momento delicato: Dallas è reduce da una lunga striscia negativa, è fuori dalla corsa playoff e sta vivendo una fase di profonda transizione tecnica e dirigenziale.

Irving si era infortunato il 3 marzo 2025 durante una partita contro i Lakers. Da quel momento non è più tornato in campo. L’intervento e la riabilitazione hanno richiesto tempi lunghi e prudenza, spingendo giocatore e società a scegliere la via più conservativa.
Nel comunicato diffuso dai Mavericks, lo stesso Irving ha parlato di una decisione sofferta ma necessaria, sottolineando la volontà di tornare al 100% nella prossima stagione. A 33 anni, la priorità è preservare il fisico e allungare la carriera, evitando ricadute che potrebbero compromettere il futuro.
Per Dallas si tratta di un colpo durissimo. L’infortunio è arrivato pochi mesi dopo la cessione di Luka Dončić ai Los Angeles Lakers in uno scambio che aveva portato in Texas Anthony Davis. Una mossa che avrebbe dovuto inaugurare un nuovo ciclo competitivo, ma che non ha mai davvero preso forma. Irving e Davis hanno condiviso il parquet solo per pochi minuti prima che altri problemi fisici interrompessero il progetto.
Dallas riparte da Cooper Flagg e dal ruolo di mentore di Irving
La stagione travagliata ha portato i Mavericks a un inatteso colpo di fortuna alla lotteria del Draft, con l’1,8% di possibilità trasformato nella prima scelta assoluta. Dallas ha puntato su Cooper Flagg, talento proveniente da Duke, destinato a diventare il nuovo volto della franchigia.
Irving, pur restando ai box, avrà un ruolo centrale nello spogliatoio. La dirigenza ha ribadito che la guardia resterà attivamente coinvolta nella vita della squadra, assumendo anche un ruolo di guida per il giovane rookie. Un passaggio di consegne simbolico, con l’esperienza di un campione NBA pronto a sostenere la crescita del nuovo progetto tecnico.
Nel frattempo, la società ha voltato pagina anche a livello dirigenziale, chiudendo definitivamente l’era legata alle scelte che avevano portato all’addio di Dončić. L’obiettivo è costruire attorno a Flagg e ritrovare competitività con il contributo di un Irving pienamente recuperato.
Prima dell’infortunio, Kyrie stava vivendo una fase positiva della sua esperienza a Dallas, dopo gli anni turbolenti tra Brooklyn e Boston. In carriera vanta una media di 23,7 punti e 5,6 assist, con percentuali d’élite sia dall’arco che ai liberi, oltre al titolo conquistato a Cleveland nel 2016.
La stagione 2025-26 passerà senza di lui, ma i Mavericks scommettono che il vero ritorno sarà quello del prossimo anno. E per una squadra in cerca di identità, il recupero di Irving potrebbe valere quanto un acquisto di mercato.





