Prima Squadra

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Luca Pollone: «Risultati importanti grazie al lavoro di squadra»

Luca Pollone parla sul sito ufficiale di Pallacanestro Biella della stagione da poco conclusa, della sua prima esperienza da senior e del lavoro tra palestra e parquet che sta segnando le giornate dei rossoblù, impegnati da lunedì in due settimane di post-season. Ecco le sue dichiarazioni.


«In queste due settimane abbiamo ripreso ad allenarci. Con Roberto Marocco, il nostro preparatore, cerchiamo di migliorare in sala pesi la condizione fisica. Lo facciamo non tanto in vista dell'estate ma proiettandoci alla prossima stagione. Facciamo anche tanto esercizio sul campo con il coach, a gruppi, con l'obiettivo di migliorare a livello tecnico e nelle letture sulle situazioni di gioco. Con noi in questi giorni ci sono quattro ragazzi aggregati. Conosco Lorenzo Uglietti perché con lui ho giocato le Finali Nazionali a Udine e Carlo Fumagalli, mio avversario in una partita giovanile tra Biella e Milano. Sono tutti e quattro simpatici e hanno una gran voglia di lavorare, è un piacere stare in campo con loro». 


«Della stagione appena conclusa mi resta la voglia di correggere tutti i dettagli e gli aspetti che ho sbagliato difensivamente. L'anno prossimo voglio far meglio. È stata sicuramente una stagione positiva. Peccato per la finale di Coppa Italia persa di un punto e l'eliminazione dai Playoff nel primo turno, ma è anche da quelle sconfitte che si cresce. Anche da quelle situazioni si può imparare qualcosa, come affrontare meglio le ultime azioni, gli ultimi secondi di una partita, e come approcciare meglio i Playoff, lo spirito, l'intensità che servono per scendere in campo. Non mi aspettavo un campionato così importante, però sono contento perché significa che abbiamo lavorato bene, che abbiamo lavorato di squadra».


«Io e Carl Wheatle eravamo alla prima esperienza da senior, non avevamo pretese, volevamo solo far bene, dimostrare che potevamo fare qualcosa per la squadra. Se devo scegliere un flash della stagione dico Ferentino in casa. Ricordo il coach che mi chiama sul cubo del cambio e mi dice di stare tranquillo, poi le parole di Mine che mi hanno aiutato a trovare ancora di più la giusta serenità e fiducia. Poi quello che ho fatto in campo è scritto nella cronaca e nelle statistiche... Di coach Carrea mi piace la gran voglia di intensità che chiede durante gli allenamenti. Ci sprona sempre a dare il massimo, a metterci agonismo. E io sono uno che odia perdere».