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Carrea: «Lucidi per 39 minuti»

Di seguito le dichiarazioni rilasciate dai due allenatori in sala stampa al termine di Biella-Legnano.


Il commento di Michele Carrea: «Per quanto riguarda il gioco devo dire che è stata una partita difficile, la loro scelta di difendere a zona per molto tempo non ci ha aiutato a trovare il ritmo della partita, poi ci siamo innervositi e non siamo riusciti a giocare il nostro basket prendendo il via da rimbalzi certi. Non posso poi non sottolineare l'impatto che ha avuto un giocatore come Thomas, che per lunghi tratti ha fatto vedere come per noi fosse immarcabile, ma va anche detto che noi siamo una squadra che fatica a mettersi nei panni di quelli che devono vincere perchè non sarebbe quello il nostro ruolo, anche se giochiamo in casa contro una squadra che ha pochi punti in classifica. Per questo faccio i complimenti ai miei ragazzi che sono stati molto lucidi per 39 minuti, rischiando però di vanificare tutto con delle scelte scellerate che non possiamo permetterci di fare quando si decide una partita».


Però tutto sommato è un buon segno vincere una partita pur commettendo anche degli errori...

«Noi non siamo una squadra che può permettersi di pensare di vincere facile contro chiunque, e meno che mai contro giocatori come Thomas. Riguardo agli errori nel finale, non possiamo non sapere che, avanti di 4 a due secondi dalla, non si va a cercare di stoppare il tiro da tre, e che avanti di due non si fa una rimessa lunga con il rischio di perdere nuovamente palla. Certe scelte vorrei scoprire da dove vengono, ed evidente che devo cercare anche tra le mie resposabilità perchè, pur sapendo in teoria tutto, continuiamo a ripetere errori di questo genere».


Tra le cose positive da segnalare la prova di Stefanelli, sei d'accordo?

«Ventuno minuti per lui a questo livello di preparazione forse sono un po' tantini, comunque sì ha fatto una buona prestazione, almeno per 39 minuti, come gli altri. Ci tengo però a dire che sugli errori del finale non intendo colpevolizzare nessuno, stavolta è stato Carl a fare il fallo sul tiro da tre, la rimessa l'ha fatta Sims, ma in altre occasione è stato magari Harrell o qualcun altro. Non è un problema del singolo, è un problema di squadra che dobbiamo risolvere».


A proposito di Wheatle, il suo minutaggio si va riducendo...

«Prima dell'arrivo di Stefanelli con Carl siamo stati chiari. Lui ha l'ambizione di giocare in contesti competitivi e la competizione comporta necessariamente che ci siano altri giocatori buoni e quindi il doversi abituare a giocare anche con un minutaggio leggermente più basso, senza perdere di incisività sulla partita».


Il coach ospite Alberto Mazzetti: «Alla fine abbiamo perso per un dettaglio, un possesso determinante quando eravamo sotto di due, non siamo stati pronti emotivamente ad affrontare le situazioni che ci vengono proposte, e purtroppo questo fatto è già accaduto più volte. Abbiamo giocato bene nei primi 15 minuti riuscendo ad andare avanti, poi Biella ha giocato una partita agonisticamente valida rientrano rapidamente. Nonostante l'espulsione di Thomas però non ci siamo disuniti trovando di volta in volta altri giocatori capaci di riportarci in partita».


«Poi però abbiamo perso l'ennesima partita di tre o quattro punti e non è questione di sfortuna, non abbiamo ancora sviluppato un killer instict tale da chiudere le partite quando siamo nella condizione di farlo, oppure come accaduto stasera avere il tiro per vincere e non riuscire nemmeno a farlo».


La vostra partita è però sembrata già quella di una squadra in clima playoff o playout, strano che un giocatore esperto come Thomas abbia commesso una tale ingenuità...

«Probabilmente non si ricordava nemmeno la regola che un antisportivo più un tecnico comportano l'espulsione. In questo periodo in cui è stato con noi abbiamo imparato a conoscerlo ed apprezzarlo come un giocatore che ci tiene alla squadra ed al risultato, del resto io preferisco avere un giocatore emotivamente coinvolto. La sua uscita ci ha indubbiamente danneggiato ma anche senza di lui siamo riusciti a giocarcela fino alla fine e questo è l'aspetto positivo, significa che non dipendiamo da un giocatore solo. Dobbiamo essere molto ruvidi e consapevoli che serve lottare su ogni pallone».