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Fuori dal campo: alla scoperta di...Rieti

L'A2 e le sue bellezze: viaggio nell'Italia casa del basket. Rieti, cuore della nostra Penisola, domenica ospita Ferguson e compagni

Come una favola, la storia di Rieti potrebbe iniziare con il più classico dei “c'era una volta...”. Perché Rieti è nella sua unicità terra di genti, principesse e divinità, un mix che racchiude incanto, diventa leggenda. La più antica narra che il nome Reate derivi dalla dea Rea, madre di tutti gli dei, ma la versione più tradizionale afferma invece che fosse Rea Silvia, madre di Romolo e Remo, seppellita viva proprio in queste terre, a darne l'origine. Il mistero attorno al nome Rieti, appeso nei secoli, aleggia tra i vicoli della città (47.500 abitanti in pieno Lazio e capoluogo di provincia), tanto che passeggiando tra i suoi sali e scendi sembra quasi di trovarsi esattamente al centro della storia. Al centro, geograficamente parlando, lo si è eccome: Rieti custodisce infatti nella piccola Piazza di San Rufo, il suo punto più alto, il centro della nostra Penisola, in letteratura Umbilicus Italiae, l'ombelico d'Italia.


Apprezzata meta turistica di coloro che raggiungono la vicina Roma, per lavoro o per vacanza, Rieti è legata alla Capitale anche da un'altra famosa leggenda, quella del "Ratto delle Sabine": secondo la tradizione, Romolo, dopo aver fondato Roma, fece rapire le donne dell'antica Reate, le Sabine appunto, per procreare e popolare la nuova città.


Protetta non solo da una cinta muraria due-quattrocentesca ma anche dalle pendici del Monte Terminillo, e sostenuta da un alto livello di qualità della vita (secondo le recenti rilevazioni nazionali, in più settori), Rieti è bagnata dal fiume Velino, nelle cui acque a fine luglio si tiene il Palio della Tinozza, durante la Festa del Sole, con gare acquatiche a rioni, sotto lo sguardo attento e appassionato dei tanti che assistono ai duelli dal caratteristico Ponte Romano. Ma è nella Processione dei Ceri del 12 giugno che Rieti svela ai turisti pronti ad abbracciarla tutto il suo folklore (e la sua forte religiosità): culmine delle celebrazioni in onore di Sant'Antonio da Pavova, qui, "dove la nostra storia nasce e si diffonde", è l'evento-simbolo.