Jannik Sinner ha spiazzato tutti: “L’ho fatto a 13 anni”. La clamorosa rivelazione da parte del tennista lascia senza parole i suoi tifosi
Jannik Sinner è sicuramente sempre più l’uomo del momento nello sport italiano. Il tennista altoatesino è diventato l’idolo di molti appassionati non solo di tennis ma dell’intero movimento sportivo del nostro paese. Anzi, in tanti, hanno scoperto questo sport e si stanno appassionando al tennis proprio grazie al classe 2001. Un esempio dentro e fuori dal campo, anche per i suoi valori.
Per una volta questo sport sembra stia diventando popolare (quasi) quanto il calcio e il merito è tutto di Jannik. Quello che piace ai tifosi non è solo il suo essere forte ed enfant prodige che a soli 23 anni è già diventato il numero due al mondo per il ranking Atp.
Ma anche per i suoi comportamenti, il suo essere ligio al lavoro, con poche distrazioni. Un ragazzo umile e con la testa sulle spalle, senza eccessi. Non ama la luce dei riflettori. Ha rifiutato diverse ospitate in tv come quella a Sanremo, ad esempio.
Sembra quasi strano, a questo punto, come si sia concesso ai microfoni della Gazzetta dello Sport, che l’ha intervistato. Le sue dichiarazioni sono apparse su Sportweek. Il tennista si è confessato e ha rivelato alcune cose particolarmente interessanti.
“Se dovessi dire che non sono felice di tutto questo (ovvero del successo, ndr) mentirei”, è l’incipit del discorso del classe 2001.
“Mi fa un enorme piacere, anzi se potessi aiutare l’intero movimento a crescere lo farei senza indugio. E ciò mi rende orgoglioso perché significa di star lasciando qualcosa negli altri, che per me vale molto di più rispetto al vincere trofei“ continua il tennista di San Candido.
“Il fatto che i bambini ti prendano come esempio, come un idolo, mi rende felice. Loro non stanno a guardare quanti titoli hai vinto ma cosa gli trasmetti”, asserisce Sinner con gli occhi che gli brillano. Poi l’incredibile rivelazione.
Risponde ad una precisa domanda sulle responsabilità: “Non mi spaventano”, si dice sicuro Sinner. “Ho iniziato a prendermele quando avevo 13 anni e sono andato via di casa” è la confessione del tennista.
Poi entra nei dettagli: “Non è stato facile, sentivo la mancanza di casa. Chiamavo i miei ma loro mi dicevano che erano impegnati a lavorare e che dovevo sbrigarmela da solo. Anche perché ero andato via per fare ciò che mi piaceva e quindi ne dovevo essere felice”.
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